In un’epoca di profonde disillusioni, in cui le grandi narrazioni del passato sembrano aver esaurito la loro spinta, milioni di persone cercano un nuovo senso da dare alla propria vita. E spesso lo trovano nei dogmi di un ambientalismo catastrofista e nelle mode alimentari e comportamentali del mondo «veg». Ma cosa si cela davvero dietro la retorica della salvezza del pianeta e della compassione universale? Con un’analisi provocatoria e documentata, l’autore ricostruisce il cortocircuito culturale che porta sempre più persone a umanizzare gli animali e a demonizzare la carne, mettendo in luce i legami insospettabili tra la spiritualità ottocentesca degli Avventisti del Settimo Giorno, le teorie etiche più radicali e gli interessi miliardari di alcune grandi multinazionali alimentari e della filantropia tecnologica.
Un viaggio lucido e controcorrente tra ideologia, marketing, eugenetica e solitudine contemporanea, per comprendere perché, quando si smette di credere in Dio, si possa finire per credere a qualsiasi cosa.
Andrea Bertaglio è un giornalista specializzato in sostenibilità, temi ambientali e tendenze sociali. Nel corso degli ultimi due decenni ha scritto per diversi giornali (fra cui La Stampa, Huffington Post, Il Fatto Quotidiano), riviste e siti web. È molto attivo sia come relatore sia come moderatore presso eventi sempre legati alla sostenibilità e alla green economy. Laureato in sociologia, fra i temi su cui focalizza il suo lavoro spiccano gli impatti delle produzioni alimentari, a partire da quelli legati alla zootecnia e ai cibi animali.





