A centocinquant’anni dalla pubblicazione de Il Bel Paese, la figura di Antonio Stoppani torna a parlarci con una preveggenza sorprendente. Scienziato, sacerdote e patriota, l’abate non si limitò a illustrare l’Italia agli italiani attraverso le sue celebri serate divulgative, ma fu tra i primi a intuire che l’attività umana stava diventando una vera e propria forza geologica, teorizzando quella che lui definì «Era Antropozoica»: l’antesignano del moderno concetto di Antropocene. È perciò importante rileggere l’eredità di Stoppani sotto una nuova luce. Attraverso l’analisi della sua cultura politica, del suo impegno pedagogico e delle sue pionieristiche osservazioni sul ritiro dei ghiacciai alpini (definiti già allora in un «regresso universale spaventoso»), il filo rosso che queste pagine tracciano lega la costruzione dell’identità nazionale alla responsabilità individuale e collettiva verso il patrimonio naturale. Un’esplorazione del legame profondo tra Stoppani e il territorio trentino, che offre una prospettiva transdisciplinare necessaria per affrontare le crisi ambientali del nostro tempo. Un omaggio doveroso a un divulgatore ante litteram che ha saputo coniugare il rigore della ricerca con la passione civile, ricordandoci che il paesaggio non è solo uno sfondo, ma il fondamento stesso della nostra vita associata nella comunità.
Stefano Bruno Galli è professore associato di Storia delle dottrine politiche all’Università degli Studi di Milano. Collabora come editorialista con diversi quotidiani e periodici. È socio dell’Accademia degli Agiati di Rovereto e dell’Accademia Virgiliana di Mantova. È presidente del muse – Museo delle Scienze di Trento. Con Guerini ha già pubblicato Il Grande Nord. Cultura e destino della Questione settentrionale (2013).





