Verso un sistema 4.0: formazione continua, capability e sostenibilità integrata

Dal 25 marzo in libreria per Guerini 4.0 Novizi senza fine (Franco Civelli, management consultant, e Daniele Manara, HR consultant) e Una innovazione responsabile (Sesto Viticoli, vicepresidente AIRI)

La pandemia in corso, con le sue ricadute economiche e sociali, rappresenta una vera e propria macchina del tempo per il futuro. I cambiamenti che molti avevano previsto si sarebbero verificati nell’arco di decenni, si stanno realizzando invece nell’arco di pochi mesi. Il disastro sanitario, inoltre, ha reso ancora più chiaro che viviamo in un sistema interconnesso e che un’infezione, anche se periferica, ci obbliga ad affrontare l’emergenza come un unico sistema. Ecco perché è più che mai necessario riportare in cima all’agenda una strategia di rilancio del piano «Industria 4.0» e concepirlo come una strategia sistemica, globale, che porta con sé profondissime trasformazioni, le quali a loro volta necessiteranno di leader coraggiosi in grado di farsi carico del cambiamento, per costruire una società e un futuro nel quale tutti vogliano e possano abitare.

Non si tratta soltanto dell’ennesima accelerazione tecnologica, ma è in atto una potenziale rottura che impatta sull’intero sistema sociale, dalla formazione all’organizzazione aziendale, dalle nuove professioni a quelle in via d’estinzione, dai rapporti professionali a quelli interpersonali, fino ad arrivare al rapporto tra l’uomo e la macchina e la sempre più stretta relazione tra scienza, tecnologia e amministrazione del potere.

Come mostrano le due novità della collana Guerini 4.0, Novizi senza fine (di F. Civelli e D. Manara, 29,50 euro, 368 pp.) e Una innovazione responsabile (di S. Viticoli, 24 euro, 208 pp.), in libreria dal 25 marzo, la sfida del 4.0 deve tenere conto di due principi cardine: da un lato la necessità di rimettersi continuamente in gioco, mettendo al centro la persona, la sua capacità di apprendere, di relazionarsi e di formarsi in un “noviziato senza fine”; dall’altro l’esigenza di inserire il percorso verso l’innovazione e la rivoluzione tecnologica all’interno di un approccio integrato, finalizzato a creare un valore complessivo in grado di rispettare non solo le esigenze delle imprese, ma anche quelle della società e del pianeta.

Il cambio di passo del mondo 4.0, insomma, rimette al centro l’uomo e il suo valore. Intelligenza artificiale e automazione sostituiranno sempre più le mansioni esecutive e routinarie, dando avvio a un processo di riqualificazione del lavoro che interesserà milioni di persone. Anche i lavori cosiddetti 4.0 richiedono, però, caratteristiche “umane” che coniughino sapere e saper fare, e flessibilità sempre maggiori. Occorrerà favorire lo sviluppo di creatività, alti livelli di conoscenza, grande autonomia, un alto grado di responsabilità sociale ed ecologica oltre che economica, capacità di relazione e apprendimento permanente.

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