Filippo Poletti: per l’intelligenza artificiale servono leader di cuore e cervello

Filippo Poletti lo dice fermamente: servono leader di cuore e cervello. Lo fa nel libro Smart Leadership Canvas: come guidare la rivoluzione dell’intelligenza artificiale con il cuore e il cervello scritto insieme al professore di business management Alberto Ferraris con la collaborazione di Alessandro Zollo, CEO di Great Place to Work Italia. Oltre 450 testate giornalistiche hanno parlato di questo testo, dal Corriere della Sera a Repubblica, da Sky a Radio 24. Molto positivo il commento del giornalista Massimo Gramellini che su Facebook ha scritto: “Si può guidare la rivoluzione dell’intelligenza artificiale usando cuore e cervello? Questo attualissimo saggio prova a rispondere in modo pratico e chiaro”.

F. Poletti, A. Ferraris, Smart Leadership Canvas, Guerini Next, 2023
Copertina del libro di F. Poletti, A. Ferraris, Smart Leadership Canvas, Guerini Next, 2023

FILIPPO POLETTI: IN SMART LEADERSHIP CANVAS UN NUOVO MODELLO

Smart Leadership Canvas arriva a individuare un nuovo modello di leadership, che possa aiutare i manager dell’IAcene, l’epoca dell’intelligenza artificiale che collabora con l’intelligenza umana”. Singolare è il metodo di lavoro con cui è stato progettato e redatto il libro: alla teoria è stata affiancata l’analisi qualitativa con interviste a 20 grandi manager e l’analisi quantitativa con le indagini di clima realizzate da Great Place to Work Italia.

PRONTEZZA, SERENDIPITÀ E CAPACITÀ DI ENGAGEMENT PER I LEADER

Sono almeno tre, secondo Poletti, le competenze che il leader ai tempi dell’intelligenza artificiale deve coltivare. La prima è la prontezza: il leader deve farsi trovare pronto rispetto a una serie di scenari alternativi. La seconda è l’attitudine alla serendipità, ossia la capacità di fare scoperte. ‘Ricordate la storia di Serendippo, il paese con cui nell’antichità si indicava lo Sri Lanka?’ – spiega Filippo Poletti, giornalista e Top Voice di LinkedIn – ‘Il re Giaffer aveva tre figli a cui fece il dono della conoscenza ossia di viaggiare nel mondo. Questo viaggio di formazione diventò in Italia, nel Cinquecento, un libro di Giovanni Armeno. Leggendo questo libro, nel Settecento, lo scrittore inglese Robert Walpole coniò il termine “serendipity”, “serendipità” in italiano. La serendipità è la possibilità di fare tante scoperte ed è quello che deve saper fare il leader di oggi’. Terza e ultima caratteristica è la capacità di engagement: un’organizzazione innovativa cresce solo se l’intera azienda si sente a bordo. Il leader deve saper ingaggiare i collaboratori.

INTELLIGENZA ARTIFICIALE ANCHE AL SERVIZIO DELLA FUNZIONE HR

L’intelligenza artificiale è una general purpose tecnology, ossia una tecnologia che cambia il modo di lavorare con tantissime applicazioni pratiche. Può contribuire, ad esempio, a gestire le risorse umane all’interno delle aziende. Pensiamo al reclutamento e alla selezione, all’inserimento di nuove figure, alla formazione, alla gestione delle prestazioni, all’engagement dei collaboratori, alla gestione delle retribuzioni o alla retention dei collaboratori. “Servono HR leader di cuore e cervello, attenti alle persone con il cuore e attenti, da business partner, agli obiettivi di business”, sintetizza Filippo Poletti.

DALLO SMART LEADERSHIP CANVAS ALLE FUTURE AI LEADERSHIP PLATFORM

Sono almeno tre – secondo Smart Leadership Canvas – gli ambiti di lavoro delle aziende sul fronte dell’adozione dell’intelligenza artificiale. La prima è quella della collaborazione. Le aziende devono dire no alla competizione tra uomini e macchine, e sì alla collaborazione. La seconda direzione è la valorizzazione delle persone in azienda e non la loro svalutazione. Il celebre test di Alan Turing, inventato nel dopoguerra, valutava se l’intelligenza artificiale era superiore a quella umana: le aziende, oggi, devono testare di avere a cuore i collaboratori. La terza e ultima direzione è dire no alla visione tattica e sì a quella strategica, ossia a quella a medio e lungo termine sull’intelligenza artificiale. Gli investimenti devono essere fatti pensando al futuro e non all’oggi: “In filigrana – conclude Filippo Poletti – il test di cuore e cervello contiene le basi delle AI leadership platform, ossia le piattaforme che saranno sviluppate per aiutare i leader a guidare le aziende”.


Filippo Poletti è Top voice di LinkedIn con executive MBA al Politecnico di Milano. Dal 2017 cura su LinkedIn una rubrica quotidiana dedicata al lavoro. È stato inserito da WikiMilano tra i protagonisti della vita metropolitana. Speaker, formatore e giornalista professionista ha scritto per oltre 30 testate nazionali come il Corriere della Sera. Tra i suoi libri Tempo di IoP: Intranet of People (2020), Grammatica del nuovo mondo (2021), MBA Power: innovare alla ricerca del proprio purpose (2022) e Ucraina: grammatica dell’inferno (2023).

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *