L’Arte di Far Domande: quando ascoltare è meglio che parlare

Enrico Zanieri, Sandra Puccini

Nelle dinamiche complesse delle organizzazioni moderne, la comunicazione gioca un ruolo fondamentale nel determinare il successo o il fallimento di un’azienda. Eppure, spesso ci troviamo di fronte a una mentalità centrata sul “telling”, un approccio unilaterale che privilegia il “parlare” rispetto all’ascolto e al dialogo. Questo modello, sebbene possa sembrare efficiente in termini di velocità e chiarezza delle istruzioni, porta con sé una serie di criticità che minano la fiducia, la collaborazione e l’incisività complessiva di un’organizzazione.

L’approccio sbagliato

La convinzione che comunicare significhi in gran parte impartire istruzioni è diffusa in molti contesti lavorativi, in particolar modo in quelli caratterizzati da una struttura gerarchica rigida.
Ma questo approccio ha portato e porta a una serie di problemi non trascurabili come la perdita di informazioni cruciali, la mancanza di coinvolgimento e la fragilità delle relazioni.

L’approccio giusto

Per superare una mentalità centrata sul “telling” e promuovere una comunicazione più efficace e inclusiva, è cruciale adottare un approccio basato su domande significative e ascolto attivo. Questo avviene quando ogni membro di un’organizzazione, dai manager ai collaboratori, è incoraggiato a sviluppare competenze nel formulare domande pertinenti e stimolanti, oltre che quando viene praticato un ascolto attivo ed empatico. Ciò implica non solo captare le parole dell’interlocutore, ma anche cogliere le emozioni, i bisogni e le prospettive sottostanti.

Un’azienda che vuole stare al passo con le esigenze dei suoi collaboratori dovrebbe creare spazi e occasioni in cui favorire un dialogo aperto e costruttivo tra i membri del team, in modo da innescare un circolo virtuoso in cui si condividono conoscenze, si ricercano soluzioni comuni ai problemi e si creano relazioni basate sulla fiducia reciproca. Come? Promuovendo una cultura in cui il feedback costruttivo e l’apertura al confronto siano incoraggiati e valorizzati, offrendo formazione e sviluppo sulle competenze comunicative, incluse attività sull’arte di fare domande, tecniche di ascolto attivo e gestione costruttiva dei conflitti, e sfruttando la tecnologia a disposizione per facilitare il dialogo, la condivisione delle informazioni e la collaborazione in tempo reale, anche in ambienti di lavoro distribuiti.

Ascoltare: la competenza chiave

L’arte di fare domande e di ascoltare attivamente non è solo un’abilità manageriale, ma una competenza fondamentale per tutti i membri di un’organizzazione che desiderano contribuire al successo e alla sostenibilità dell’azienda nel lungo termine.

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